Immagini per esorcizzare con ironia le ansie che l’avvento dell’Intelligenza artificiale portano e porteranno nelle nostre vite.
Questa serie di immagini gioca con l’ambiguità dell’intelligenza artificiale, trasformandola da tecnologia invisibile e astratta in una presenza fisica, domestica, quasi commerciale.
L’AI viene messa in scena come qualcosa che si può consumare, applicare, acquistare o incorporare: non più solo uno strumento digitale, ma un oggetto del desiderio, una promessa di miglioramento, una piccola superstizione contemporanea.
Più che celebrare o condannare la tecnologia, il progetto gioca con le sue rappresentazioni e con le nostre paure. Perché ridere dell’intelligenza artificiale, almeno un po’, può essere un modo per capirla meglio — e per averne meno paura.





















