Asilo Nido Millecolori

Venezia-Mestre, 2019-20.

Progetto per un asilo nido per 60 bambini nel parco Piraghetto a Mestre.


L’asilo Millecolori aveva sede in una porzione dell’immobile denominato ex Luzzatti, originariamente sede di un Istituto Tecnico ed ora trasferito in altra sede.

Considerata la situazione “provvisoria” in cui l’asilo nido Millecolori è stato ospitato all’interno del plesso scolastico ex-Luzzatti di via Trentin, la cui funzione era si di istituto tecnico, ovvero di istruzione superiore e non di asilo nido, le attività dell’istituzione educativa erano state “adattate” agli spazi disponibili nella porzione di immobile ad esso adibito, a discapito talvolta della funzionalità delle proprie attività.

Peraltro l’area su cui il plesso scolastico insisteva, è stata alienata e mutata di destinazione d’uso nell’ottica di una più ampia riqualificazione urbanistica dell’area.

La pubblica amministrazione, pertanto, ha deciso di costruire una nuova sede progettata specificatamente per le attività dell’asilo nido ed in un area quanto più prossima alla sede originaria, in modo da mantenere il servizio sul territorio ed offrire spazi adeguati ad esso.

Il progetto, redatto anche in collaborazione con l’Ufficio per i Servizi Educativi del Comune di Venezia, ha dunque avuto l’intento di sostituire l’attuale sede dell’asilo “Millecolori” con una sede appositamente ideata per le specifiche esigenze dell’istituzione, prendendo come riferimento gli elementi che già lo caratterizzavano (numero di utenze, organizzazione interna, sistema educativo, ecc…), rielaborandoli in senso migliorativo ed adattandoli al contesto che ne ospita la nuova sede.


Descrizione del progetto

Così come l’asilo “Millecolori” esistente, il nuovo edificio è stato dimensionato per poter ospitare un numero complessivo di utenti pari a 60 bambini (n. massimo consentito dalla normativa) dai 3 ai 36 mesi di età, suddivisi nelle sezioni lattanti (da 3 a 12 mesi), semidivezzi (da 13 a 24 mesi) e divezzi (da 25 ai 36 mesi).

L’edificio è progettato come un padiglione indipendente immerso nel verde, disposto su un unico livello complanare, direttamente collegato all’area esterna di pertinenza, senza alcuna barriera architettonica per facilitare l’accesso e il transito di passeggini e di portatori di handicap; nell’edificio sono ospitati i locali e le funzioni previste per i servizi per l’infanzia: aree e locali riservati ai bambini; aree e locali riservati al personale; servizi generali; area esterna protetta.

Le due “testate” dell’edificio ospitano le attività di servizio e quelle dedicate al personale. In particolare nella sezione dell’edificio a nord trovano spazio le cucine, la dispensa, lo spogliatoio per gli addetti alla preparazione del cibo (con relativo bagno) e la lavanderia. Nella sezione a sud, invece, trovano spazio l’ufficio amministrativo, gli spogliatoi ed i bagni per educatrici e ausiliari, nonché la centrale termica. Entrambi le sezioni hanno opportuni accessi alla sezione centrale dell’edificio così come accessi dall’esterno in modo da assicurarne la necessaria autonomia indipendentemente dalle attività dei bambini (ricevimento genitori, approvvigionamento derrate alimentari, ecc…).

Il nucleo centrale dell’edificio, invece, ospita la parte dedicata alle attività dei bambini. Questa parte è stata progettata in funzione delle capacità di mobilità, autonomia ed interazione dei bambini di ciascuna sezione. In particolare, su indicazione dell’Ufficio per i Servizi Educativi, si è stabilito una suddivisione tra la sezione dedicata ai lattanti, la cui autonomia e capacità di muoversi ed interagireè ridotta, e quelle dedicate ai semidivezzi e divezzi. Tale divisione è stata realizzata interponendo tra i due blocchi l’ingresso principale dell’asilo.

L’ingresso, pensato in una nicchia della facciata (in modo da poter provvedere anche ad uno spazio esterno coperto per i passeggini) dà accesso alla zona “accoglienza”. Qui i genitori potranno cambiare i propri figli su appositi fasciatoi o sgabelli e potranno riporre gli indumenti negli armadietti, per poi consegnare i propri figli alle educatrici senza entrare negli spazi dedicati specificatamente ai bambini ed evitando così di sporcarli o di interferire con le attività che vi si svolgono.

L’ingresso è stato pensato con un ampia vetrata verso l’esterno e dei lucernari in copertura, in modo da essere luminoso ed arieggiato, ma le pareti che danno sulle sezioni sono state mantenute opache in modo che le attività dell’accoglienza non possano distrarre i bambini già all’interno delle sezioni. Le porte di accesso alle sezioni, invece, avranno una parte vetrata alta, in modo che le educatrici possano controllare quando i bambini sono pronti per accedere.


Gli spazi dedicati alle attività dei bambini

L’articolazione degli spazi all’interno di ciascuna sezione è stato progettato come una sequenza di ambienti determinati dal grado di interazione e socialità tra i bambini di ciascuna sezione e delle sezioni tra di loro.

Come tale, la sequenza con cui si sono organizzati gli spazi prende le mosse dallo spazio più intimo e meno socializzante dell’attività del bambino, ovvero quello del riposo. Lo spazio del riposo infatti è quello più interno, più raccolto e con meno affaccio sull’esterno (illuminazione con abbaini).

Da qui spazi, luce e rapporto con l’esterno si modulano via via che le attività dei bambini si orientano ad una maggior socialità, interpersonalità e mobilità.

Dalla zona riposo, infatti, si passa al soggiorno. Questo ambiente, uno per ciascuna delle sezioni, è diviso dal resto dell’edificio, pur affacciantovisi attraverso una vetrata, e sarà il luogo dove si svolgeranno le attività tra i bambini della stessa età/sezione. L’illuminazione è garantita da finestre aperte sul l’esterno dell’edificio, che saranno ampie ma che occuperanno solo una porzione della parete, in modo da ottenere uno spazio luminoso ma raccolto ed aperto sulla parte di giardino più interna.

Dal soggiorno, ciascuna sezione si apre con una vetrata scorrevole sulla sala delle attività collettive. Questo ampio ambiente è pensato come un unico spazio collettivo, dove i bambini potranno interagire anche con i bambini delle altre sezioni e dove avranno il loro spazio per mangiare in una sorta di “piazza” interna. L’ambiente è completamente vetrato e come tale arioso e molto luminoso.

Dalla stanza delle attività collettive i bambini possono passare all’esterno attraverso grandi porte scorrevoli vetrate che li portano in un giardino raccolto ed alberato, una sorta di prosecuzione della “piazza” interna, ma questa volta all’aperto. Qui possono fare attività all’aperto in un ambiente protetto, raccolto ed in continuità con l’interno.

Da qui poi i bambini possono spostarsi nella parte più ampia del giardino, quella a sud, dove svolgono le attività più “libere” e “scatenate”.

Questa suddivisione degli spazi ha come fine quello di permettere una maggior indipendenza e flessibilità nelle scelte educative degli operatori di ciascuna sezione e degli operatori del nuovo asilo in generale, modulando a seconda delle esigenze e degli intenti le relazioni fra i bambini.

Ciascuna sezione inoltre ha un proprio bagno con finestra (in modo da rendere possibile adeguata areazione), attrezzato con opportuni sanitari a dimensione di bambino, un ampio fasciatoio ed una vetrata che permette alle educatrici di sorvegliare tutti i bambini anche quando occupate nei cambi.


Il nuovo asilo e l’inserimento nel lotto

Rispetto al lotto si è prevista la collocazione del nuovo edificio nella parte più a nord, ad una distanza di 5 metri dalla strada sul lato est e di 5 metri dalla proprietà sul lato ovest, come da normativa. Sul lato nord, invece, poiché l’area confinante è anch’essa di proprietà comunale, non si è reso necessario rispettare distanziamento alcuno, se non quello necessario ad assicurare una passaggio di circolazione intorno all’edificio.

L’edificio ha forma di un parallelepipedo a copertura piana con un lato lungo parzialmente inclinato per rendere l’idea di una sorta di palafitta inserita nel contesto. Sull’opposto lato, verso la strada e sul lato dell’ingresso, la parte superiore del prospetto si allunga, formando una pensilina a copertura dei camminamenti, che, lungo l’edificio, metteranno in comunicazione i vari accessi.

L’edificio è stato progettato, deformato e collocato in modo tale da preservare quanto più possibile le alberature presenti, e laddove non è stato possibile è si è prevista opportuna nuova piantumazione di compensazione.

Nella parte tra l’edificio e la strada, per poter permettere l’accesso senza barriere architettoniche, per poter rendere fruibile il giardino e per poter sopraelevare di qualche centimetro l’edificio rispetto al piano di campagna, si è modfellato il terreno in modo da superare il dislivello e raccordare l’ingresso da via Alfredo Catalani con l’ingresso dell’edificio.

Progetto preliminare e definitivo.