Venezia-Mestre (VE), 2009
Concorso per la uova accessibilità alla torre civica di Mestre.
Ieri, la Torre era la porta che permetteva e regolava lo scambio fra borgo e campagna.
Oggi viene scansata senza percepirne né il ruolo urbano né il valore storico-monumentale.
Domani, potrà assumere un ruolo nuovo: la Torre che possiamo toccare, sotto cui possiamo sostare, grazie a cui rileggiamo la storia.
Grazie a poche ma significative azioni mirate a restituirne semplicità, forza simbolica e valore urbano, la Torre tornerà ad essere il luogo attorno a cui ruota la vita civile, culturale e commerciale di Mestre:
- la rimozione della scala esterna consentirà di esaltare la sequenza urbana Duomo – Torre – Municipio, attraverso una migliore fluidità pedonale e una ritrovata prospettiva urbana;
- una volta rimossa, la scala potrebbe essere collocata in P.za Ferretto dove evocherebbe le antiche “colonne dei bandi” da cui un tempo si arringava. Pulpito e insieme oggetto architettonico, che, anche se isolato dalla sua originaria funzione, continuerebbe ad esistere ed essere apprezzato in quanto tale;
- la riapertura della Porta Nord, del passaggio laterale e il riposizionamento in diagonale dell’attuale infisso permettono di ottenere la massima permeabilità alla base della Torre, ponendola in continuità con lo spazio antistante, recuperato e aperto ad una pluralità di usi e funzioni collettive;
- all’interno, mantenendo l’attuale scala, si prevede un sistema di scale per l’accesso al primo piano e l’inserimento di un ascensore per consentire a tutti l’accessibilità al manufatto storico.
Con Emanuel Lancerini e Alioscia Mozzato.
Primo premio.


